Spesso l’alce scalcia e incorna
senza tanta convinzione
nello scontro si frastorna
d’una propria commozione
il soppalco d’ossatura
lo proietta lancia in resta
ma la stessa bardatura
lascia poi un cerchio alla testa
ogni schianto intorpidisce
il suo anelito cosciente
verso quello che ferisce
tutto a un tratto insussistente
neanche sa se un contendente
nel duello s’è intromesso
o se è solo e soccombente
a lottare con se stesso
nel menare colpi a caso
col gravame che lo schiaccia
del suo vivere inevaso
non rileva più la traccia.
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