sabato 25 ottobre 2025

L'unità del tutto

    



Una volta Zhuang sognò di essere una farfalla. La farfalla svolazzava lieta e spensierata e non sapeva di essere Zhuang. Improvvisamente si svegliò e si accorse con stupore di essere Zhuang. Ora non sapeva più se fosse Zhuang che aveva sognato di essere una farfalla o se era una farfalla che stava sognando di essere Zhuang.
Zhuangzi



La farfalla dormiente

volteggiò nella mente

si calò dentro un sogno

con le zampe di ragno


nella sua ragnatela

vasta come una vela

catturata s’incolla

giusto una farfalla


mentre se ne impossessa

scopre in quella se stessa

così infine divora

la farfalla che era


si risveglia alla vita

forse già digerita

dentro un ragno assopito

che da un sogno rapito


s'immagina farfalla

e nel volare annulla

qualsiasi divergenza

tra l'essere e l'assenza


la farfalla ora spera

di scoprirsi un po’ vera

nell’unità del tutto

o almeno in un rutto.



martedì 21 ottobre 2025

L'insondabile felicità del pesce

 Zhuangzi disse: "I pesciolini nuotano così liberamente, seguendo gli spazi aperti, ovunque li portino. Questa è la felicità dei pesci".

Huizi disse: "Tu non sei un pesce, allora come puoi conoscere la felicità dei pesci?"

Zhuangzi disse: "Tu non sei me, allora come puoi sapere che io non conosco la felicità dei pesci?"

(Zhuang-zi: 17)


Guizzare indolente

ma controcorrente

per piombare illeso

nel blu, senza peso

 

l’abisso più scuro

sfidare sicuro

per poi darsi a un ballo

intorno a un corallo

 

nel cuore salmastro

d'un mare d’inchiostro

non sentirsi afflitto

a pensarsi fritto

 

il pesce è felice

però non lo dice

non se n’è avveduto

perciò resta muto.

 

lunedì 6 ottobre 2025

Il bradipo in amore


L’arte dell’indolenza

portata all'estremo

converte l’impotenza

in un bene supremo


con mosse al contagocce

fuggire dall’impatto

con tutte le minacce

da cui si sente attratto


la vita un intermezzo

nel proprio annullamento

essendo malavvezzo

sa solo farsi lento


al proprio isolamento

appeso come a un ramo

il primo sentimento

l’ha catturato all’amo


il bradipo in amore

sta lì imbambolato

immobile da ore

ha il cuore a perdifiato.



venerdì 26 settembre 2025

Il lemure che occhieggia


Il lemure che occhieggia

con sguardo stupefatto

nella propria scoreggia

s’è immerso con l’olfatto

 

gli pare di vederla

quell’entità gassosa

tentò di contenerla

ma tutto a un tratto è esplosa

 

nel fetido ectoplasma

ravvolto come un feto

distilla dal miasma

l’essenza di quel peto

 

sente che gli assomiglia

l’amorfa flatulenza

nata nella frattaglia

volta alla dissolvenza

 

l’alletta quel ribrezzo

che avverte a fior di pelle

confuso nell’olezzo

l'esistere repelle

 

riverbera interiore

un turbinio irrequieto

arreso al suo gonfiore

appresta un altro peto.


domenica 20 luglio 2025

Chissà se la procellaria


Chissà se la procellaria

mentre annaspa nel suo volo

coglie in petto il vuoto d’aria

tutto intorno non c’è suolo

 

sull’oceano in burrasca

sta sospesa senza peso

come chi lo sa che casca

però ancora non s’è arreso


nella scia d’un peschereccio

alle volte s’indirizza

d’ogni scarto mangereccio

coglie la fuggevolezza

 

fila tra le creste d’onda

che le danno il poco slancio

solo in quella baraonda

trova tregua il suo sbilancio

 

ma se il vento si fa duro

e le ossa e i sensi agghiaccia

lei si sente più al sicuro

creperà nella bonaccia.


giovedì 10 luglio 2025

L'oca giuliva


Quell’oca giuliva

che ovunque starnazza

in sé si sa schiva

distilla amarezza

 

vorrebbe appartarsi

da un mondo feroce

e nei propri versi

trovare la pace

 

quell’oca si sente

poeta struggente

ma la dannò dio

al suo starnazzio.


giovedì 29 maggio 2025

L'otaria solitaria

 

Sta l’otaria solitaria

tutta chiusa in questa storia

che se pure la grugnisce

nessun’altra la capisce

 

perciò solo a chi la legge

dona anima e scoregge

però digerisce pesce

perciò appesta quel che n’esce

 

non ne avvertono l’ammanco

le altre otarie dentro il branco

che s’ammucchiano tra loro

tralasciando ogni decoro

 

ma l’otaria solitaria

ha compreso che non varia

la sua trama già tracciata

nella sabbia in cui è spiaggiata

 

su di un lembo di scogliera

con la mente passeggera

ruba il rombo a ogni ondata

e si sogna giù in picchiata

 

il suo corpaccione obeso

là sospeso senza peso

in un attimo assordante

nell’impatto è tutto e niente.



martedì 25 marzo 2025

Volò una mosca bianca

 

Volò una mosca bianca

su una pecora nera

sentendosi un po’ stanca

lì si posò, leggera

 

quella lana notturna

l’avvolse come un manto

se prima era lanterna

si fece faro spento

 

precipitò in un sonno

profondo più del mare

né la scosse l’affanno

del non saper nuotare

 

ma il mondo capovolto

resta pur sempre uguale

feroce e irrisolto

non libera dal male

 

così perse coscienza

del suo proprio spiccare

e questa inobbedienza

la fece spiaccicare.

 

lunedì 3 febbraio 2025

Trotterella una renna

 

Trotterella una renna

nella tundra sterminata

con un gelo che scotenna

no, non passa la nottata

 

il nevischio contro gli occhi

mugghia e assorda la tormenta

le ginocchia fanno schiocchi

e la mandria avanza stenta

 

muschio sciapo o del lichene

tanto fanno un solo bolo

questo è il vitto che rinviene

quando si stacca dal suolo

 

tutto è lastra nera e ghiaccia

fino al cieco orizzonte

nulla lascia alcuna traccia

non resistono le impronte

 

del passaggio nella vita

qualche sbuffo di condensa

in quell’aria illividita

nel disfarsi pare immensa.

 

lunedì 27 gennaio 2025

Spesso l'alce scalcia e incorna

 

Spesso l’alce scalcia e incorna

senza tanta convinzione

nello scontro si frastorna

d’una propria commozione

 

il soppalco d’ossatura

lo proietta lancia in resta

ma la stessa bardatura

lascia poi un cerchio alla testa

 

ogni schianto intorpidisce

il suo anelito cosciente

verso quello che ferisce

tutto a un tratto insussistente

 

neanche sa se un contendente

nel duello s’è intromesso

o se è solo e soccombente

a lottare con se stesso

 

nel menare colpi a caso

col gravame che lo schiaccia

del suo vivere inevaso

non rileva più la traccia.