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venerdì 25 aprile 2008

Il trenino delle talpe


Avvicinati a una buca di talpa

e origlia senza alcun senso di colpa

il rimbombo ovattato d’una orchestra.

Nell’atmosfera nera come inchiostro

di quella labirintica galleria

le talpe si stipano nel più oscuro

anfratto, dimentiche della miopia,

soltanto lì si sentono al sicuro

e ballano la rumba in lunghe file,

duellano a chi fa il verso più scurrile

e confondendo il giorno e la nottata

s’abbandonano all’orgia più sfrenata.


Topo topo roditore


Topo topo roditore

rodi il legno rodi il fiore

rodi il cuoio ed il cartone

i canditi ed il torrone

rodi case e anche persone

rodi dentro alle poltrone

i cassetti ed i divani

rodi le ali agli aeroplani

rodi le unghie delle mani

e anche mentre stai dormendo

rodi rodi nel profondo.


Topo topo roditore

rodi quello che ti pare

rodi i peli ed il cotone

rodi briciole di pane

rodi code di ramarro

i biscotti e il fildiferro

rodi le ossa e rodi i denti

rodi le statue dei santi

trasportati in processione

rodi il tempo della gente

in ritardo verso il niente

e rodendo e rirodendo

tu consumi tutto il mondo.


Topo topo roditore

rodi tutto e rodi niente

rodi rodi intimamente

con un rodimento muto

il pensiero d’un amore

già vissuto, già perduto

rosicchiandolo per ore

topo topo roditore.


lunedì 7 aprile 2008

La tradizione del salmone


Da sempre secondo antica tradizione

risale la corrente il salmone

dopo un'interminabile migrazione

per raggiungere la destinazione

d’un fugace e promiscuo accoppiamento.

Nel viaggio non c'è divertimento

ma infortuni, paura e sfinimento:

se non si muore, si sopravvive a stento.

Giunto sul posto, ormai senza fiato

un salmone venne interrogato

sul perché di questo arduo cimento

che richiede un lungo apprendistato

da una generazione all’altra tramandato

ma che sarebbe facilmente evitato

con una domestica riproduzione.

"Già, perché?" Non c'aveva mai pensato,

è solo che così era sempre stato

però lo stesso si sentì truffato,

distratto dal pensiero e assai irritato

scordò la copula e finì pescato.

Mai scoprì chi l'aveva fatto fesso

neppure vide chi lo fece lesso.


lunedì 31 marzo 2008

Il bisonte e la teoria della relatività


Il bisonte da sempre scorrazzava

nella grande prateria

finché un giorno scorse del fumo.

Era la ferrovia.


Il bisonte squadrò il treno

che era un punto all’orizzonte,

poi quando rialzò lo sguardo

aveva un fucile in fronte.


Il bisonte colse in quell’istante

il principio di relatività:

per quanto sembri immobile

lo spazio-tempo è in movimento


e la tua effettiva velocità

non dipende da quanto corri

ma dal sistema di riferimento.

L'attimo dopo era quasi estinto.


mercoledì 26 marzo 2008

Dove osano le processionarie


La processionaria segue fedelmente

chi la precede, senza guardare a niente

che non sia l’appendice posteriore

del suo immediato predecessore.

In tutta quella cieca processione

il capofila è Duce e conduttore

che guida gli altri al pari di se stesso.

Potrà dunque accadere, anzi è già successo

che le processionarie, seguendo esso,

si ritrovino a milioni dentro a un cesso.


martedì 25 marzo 2008

Pesce pilota


Dopo aver serenamente passato

l’intera sua vita inosservato

un brutto giorno, mentre è lì che nuota,

d'un tratto si scopre pesce pilota.


Non è affatto chiaro chi l’abbia scelto

ma di sicuro non è stato eletto,

però in questo modo è stato colto

di sorpresa, e così l'han costretto.


In migliaia ne spiano ogni mossa,

svolta, deviazione o scostamento

e ovunque si giri c’è riflessa

copia del suo attuale movimento.


In questo modo ogni suo intendimento

subito si fa azione collettiva,

se per caso rilascia un escremento

l’onda nera giunge fino a riva.


Se ormai convive con il suo potere

una cosa ne acutizza il dispiacere:

è che appartandosi con la fidanzata

l’incontro si trasformi in ammucchiata.


Nero di seppia


E’ un incoercibile moto interiore

che subito avvolge d’un umore scuro

tutto attorno a sé, d’improvviso scoppia

con un repentino sussulto al cuore

che di nero inchiostra l’acqua del mare.

Accade quando la ritrosa seppia

per caso incrocia il suo segreto amore

oppure un creditore.


L'amplesso della piovra


No, nessun essere vivente osa

cingere intimamente come la piovra

che s’avvinghia trepida al suo amore

bocca su bocca, ventosa su ventosa,

con un ardore che non si può placare

per un amplesso multitentacolare

in una stretta che sembra non cessare

con una foga che dà di che pensare

che in effetti non si sanno più staccare…


La formica operaia


La formica lavora

per tutto quanto il giorno

e quando arriva sera

ancor non fa ritorno.


Trasporta enormi pesi

e non si lagna mai,

fatica mesi e mesi

nutrendo formicai.


Avanza in lunga fila

e di chi la precede

conosce solo il culo

e quello che produce.


La fila la conduce

e lei la lascia fare,

nel camminare tace

perché non sa parlare.


Tutto il suo sfacchinare

va a onor della regina,

il giorno ha da passare:

la notte è più vicina.


La formica magari

non ha un grand’intelletto,

ma il tempo per pensare

certo non le fa difetto.


Sarà pure paziente,

ma nel lavorio costante,

nell’antenna vibrante

un assillo è evidente.


Mai un moto di stizza

com’è della sua razza,

però appena realizza

vedrai come s’incazza.


lunedì 17 marzo 2008

Avvoltoi


Quando l’avvoltoio si sveglia e trova

i parenti appollaiati al capezzale

anche se prima ad altro lui pensava

già comincia a sentirsi un poco male.


Così ogni visita di cortesia

si tramuta in fosco presentimento

specie perché prima di andare via

loro litigano sul suo testamento.


Il fidanzamento del maiale


Per il maiale un fidanzamento

diventa spesso una lenta tortura

la gelosia somiglia a un rodimento

lo strugge poco a poco e non v'è cura


e si strazia quell'anima malata

ogni volta che un qualche amico cerca

di fare un complimento alla sua amata

dicendogli che è proprio una gran porca.


Il testamento del pollo


Ognuno ha il suo destino,

un fato che l’attende,

si compie ogni cammino

nell’ombra che confonde


migliaia in batteria

stretti come granelli

di una sola spiaggia

eppure soli siamo


presto la nostra via

si divide e i fratelli

cadranno come pioggia

al suolo. Già il richiamo


dell’Uovo universale,

principio e compimento

d’ogni esistenza, sale

con schiamazzo assordante


dalla gabbia infinita

dove la nostra vita

si consuma a rilento

con un presentimento


d’estremo condimento.

Le luci artificiali

danno un riflesso spento

ormai, crudi fanali


che illuminano a giorno

il tristo capannone

dell’eterno ritorno

alla nostra ragione


d’essere o non essere

noi misere tessere

d’un mosaico scomposto

ingrassate a morte


è scritto il mio finale,

si compia la mia sorte

pietosa la mannaia

arriva e non avverte


rinascerò tacchino

upupa o pettirosso,

e rasperò la ghiaia,

m’infangherò in un fosso


o forse senza uscita

è il cerchio, e pulcino

sarò e poi pollo ancora

nell’arco d’un mattino


è sempre più vicina

l’ora d’esser lesso

in umido o arrosto

per immolarmi in pasto


prima cellophanato,

poi impalato allo spiedo,

addio mio corpo nato

e morto, adesso credo,


per indurre il passaggio

d’un alito vitale

trasmigrato nel raggio

d’un solo desinare.


Può non sembrare vero

ma questo pensò il pollo

con l’ultimo pensiero

mentre porgeva il collo.


domenica 16 marzo 2008

Se questo è un uovo


Un uovo rotolava

giù dalla discesa,

l’inseguì la chioccia

però mancò la presa,

urtò contro una roccia

e fu uovo sbattuto.

L’urlo del pennuto

risuonò straziante:

“Figlio mio, perché sei morto?”

Però tecnicamente

trattavasi di aborto.


Il peccato originario


Quando il serpente ha offerto ad Eva

la fatidica mela del peccato

probabilmente lui non intendeva

provocare quel che ha provocato.


Sembra infatti, ma non è comprovato,

che nel compiere quell’atto scellerato

il rettile abbia solo assecondato

il consiglio di un qualche avvocato.

Lubrica lumaca


Da quando ha intravisto un lumacone

strisciare tutto nudo nella guazza

la lumaca ha una strana vibrazione,

un brivido che il dorso le carezza.

Se è vero che anche prima la lasciava

ora par più densa la sua scia di bava.


venerdì 14 marzo 2008

Dimenticanze elefantiache


L’infallibile memoria dell’elefante

è ritenuta giustamente proverbiale.

Solo una volta fallì, una su tante,

e gli hanno protestato una cambiale.


L’invidia della madrepora


Dice il poeta che nessun uomo è un’isola

e la madrepora si macera d’invidia.

Perché per assumere forma insulare

lei si deve pazientemente stratificare

per tanti e poi tanti di quei millenni,

i figli sui padri, e quelli sui nonni

e così via. Chi la famiglia anela

forse è felice, ma la parentela

resta per sempre fin troppo unita

pietrificata per tutta la vita

in mezzo a zii, cognati e una cugina

stretti nella barriera corallina.


lunedì 25 febbraio 2008

Il silenzio delle vongole


L’unica occasione

di socializzazione

la vongola la trova in casseruola

finalmente in compagnia, e non più sola,

sebbene in verità, così soffritta,

ciascuna pensi a sé, restando zitta.

Altrimenti posa nella sabbia spessa

e lì si chiude sempre più in se stessa.






Nota di Bulgakov in margine al silenzio delle vongole

Inquietudine di un mitile

Che fortunato che è stò mollusco
malgrado il suo carattere brusco!
Sebbene la vongola stia rinchiusa
in una conchiglia, dal mondo delusa,
se un giorno particolare,
decide di socializzare,
trova sempre qualcuno che se la scarrozza,
mentre nessuno, ahimè, si fila la cozza!

venerdì 22 febbraio 2008

Il cavallo giocherellone



Non si può immaginar l’avvilimento

del cavallo che vorrebbe ogni tanto

avere il piacere alla mattina

di giocare un poco alla cavallina

ma deve desistere per la paura

d’essere preso contronatura.



La depressione del panda


C’era un panda che aveva una spilletta

con il muso del koala e una scritta:

“Se proprio volete, c’è lui da salvare,

perché io mi vorrei suicidare”.