sabato 29 maggio 2021

senza storia #2

 

Irritato per la lunga attesa allo sportello dell’ufficio postale, H. W. decise di diventare maleducato. Iniziò a sgomitare nella torpida fila, ingiuriò chiunque manifestasse disappunto, venne quasi alle mani con un elettrotecnico, strattonò un canuto signore che cercava di conciliare l’alterco, derise un ragazzino di molli fattezze, calpestò tutti i piedi alla sua portata, infine maltrattò l’impiegata ammutolita. Spedita la raccomandata, perseguì l’arte della villania per il resto della settimana, poi le settimane si fecero mesi, quelli anni, e il resto venne da sé. Trascorse quanto restava della sua esistenza atteggiandosi da zotico in ogni interazione con altri essere umani per l’accesso a servizi amministrativi, biglietterie, mezzi di trasporto, eventi, cerimonie. Non si avvantaggiò neanche di un minuto, anzi. I battibecchi, specie quando degeneravano in scontro fisico, consumarono molto tempo ed energie fisiche e spirituali. Suscitò antipatie, si fece nemici rancorosi, subì denunce, pagò contravvenzioni – e ognuna di queste vicissitudini moltiplicò le occasioni di scontro, facendo scivolare H. W. sempre più velocemente lungo il piano inclinato della sgarbataggine. Del resto qualsiasi progetto di vita impone coerenza, dedizione e disponibilità al sacrificio, e la maleducazione non fa eccezione. Resta agli atti la sua conversione in punto di morte, certificata da un’addetta alle pulizie che raccolse e ignorò le sue ultime parole: “Mi scusi infermiera, una cortesia, potrebbe gentilmente chiedere al dottore di aumentare il dosaggio della morfina. La ringrazio tanto, sa?”

lunedì 24 maggio 2021

Tra incudine e squalo martello

 

Se lo squalo martello

ricerca compagnia

per una scappatella

anche una botta e via

 

con quella smania addosso

s’aggira tra i suoi pari

piatendo un po’ di sesso

in tutti e sette i mari

 

ma quell’estroflessione

che la natura volle

gli dona un’espressione

che pure a lui repelle

 

così il moto carnale

resta privo d’approdo

però è paradossale

che non batta mai chiodo.


domenica 16 maggio 2021

Il balenottero risalì il fiume


Il balenottero risalì il fiume

alla ricerca del cuore perduto

sfidando i detriti e il sudiciume

e le correnti di quando è piovuto

 

l'incavo in petto peggio della fame

né lo si espelle con peto o starnuto

come un amore chiamato per nome

si fa più presente quand’è perduto

 

così azzardando dentro il torbidume

si spinse oltre nel corso ad imbuto

tra anse sinuose e scarichi e schiume

sempre più avanti, finché fu smarrito

 

le carni gonfie soltanto gravame

arreso all’incastro, senza più fiato

se del suo corpo era troppo il volume

dentro quel vuoto s’è rincantucciato.

 



https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Cucciolo-di-balena-incastrato-nelle-chiuse-del-Tamigi-bfd52c14-b319-4d8e-ad83-fbfa1e765eb9.html

domenica 9 maggio 2021

Elucubra il criceto

  

Recluso in quella gabbia

elucubra il criceto

non prova alcuna rabbia

 

mentre zampetta quieto

nella noia che spezza

solo intonando un peto

 

ignora l'allegrezza

non sa che sia mestizia

neanche ha la fierezza

 

d’opporsi all’ingiustizia

della sua costrizione

con pena vitalizia

 

e nell’introspezione

della piatta giornata

sua sola vocazione

 

da tempo coltivata

consiste in trascurare

ciò ch’è fuori portata

 

seppure il roditore

sappia che oltre la grata

esisterebbe amore.


venerdì 7 maggio 2021

Lo gnu ignoto

 

Mentre trotta tra mille

nel branco sterminato

lo gnu si sa ribelle


vorrebbe a perdifiato

muggire l’impotenza

di chi è condannato


ma senza una sentenza

e in mezzo all’accozzaglia

di bestie in transumanza


l'andare suo spariglia

movendosi discorde

da tutta la marmaglia


che passa e si disperde

finché da solo resta

tre le infinite  merde


che a una a una pesta.

 

lunedì 3 maggio 2021

La rana pescatrice

 

La rana pescatrice

ha una fama d’asceta

per quanto le s’addice

s’acquatta zitta e cheta

confusa nei fondali

mollicci come creta

oppure su dorsali

dai fianchi giù sospesi

d'oceani abissali

laggiù asseconda i mesi

che poi si fanno anni

e affina una mimesi

in nere notti insonni

sa livellarsi al nulla

vestendone i panni

pur nella melma brulla

che ovunque la sprofonda

nel mentre vi s’ammolla

sentirsi pari a un’onda.


sabato 1 maggio 2021

Formica minuta

 

Formica minuta

gettata nel mondo

o forse è caduta

s'andò lambiccando

per tutta la vita

vagando allo sbando

da che fuoriuscita

da stato di larva

e di già adibita

a quello di serva

sentì che il suo viaggio

di norma riserva

un di male in peggio

e ciò in cui si crede

non è che miraggio

in guisa di fede.

Morì, caso strano

proprio sotto il piede

in pellegrinaggio

d’un frate vegano.


lunedì 26 aprile 2021

La gazzella accerchiata

  

La gazzella accerchiata

dal branco di leonesse

sentì ch’era spacciata

così si genuflesse

 

preclusa ogni difesa

o attesa d’amnistia

si compì la sua resa

come un’eucaristia

 

il corpo ansimante

vibrò al vento leggero

si sciolse l’orizzonte

del suo stesso pensiero

 

con le narici schiuse

intercettò un sentore

d’erbe meravigliose

ignote nel sapore

 

del tempo dileguato

colse il vuoto immanente

e col suo ultimo fiato

non volle dire niente

 

nella vampa accecante

del giorno tropicale

la notte già presente

si fece universale


la liberò dal male.


sabato 24 aprile 2021

Se il cane azzanna l'osso

 

Se il cane azzanna l’osso

facendone rinfresco

ecco per contrappasso

lo guardano in cagnesco

 

strappando a malapena

un poco di midollo

fa tutta quella scena

e poi manco è satollo

 

l’ombra di contentezza

solo nell’altrui invidia

la vita è ristrettezza

vestita da commedia.


domenica 18 aprile 2021

Sbertuccia

 

Un giorno una bertuccia

capì di ragionare

il muso quasi faccia

e le fitte d’amore

 

contò, ma fino a venti

che poi finì le dita

le altre scimmie presenti

l’hanno pure applaudita

  

poi presagì la fine

della stessa esistenza

d’ogni altra vita affine

anticipò l’assenza

 

con occhi nuovi il mondo

percosse come un pugno

quel sentimento orrendo

si trasformò in un ghigno

 

se il pollice che oppone

l'ha fatta intelligente

ormai sta penzolone

e non pensa più a niente.

 



sabato 17 aprile 2021

L’alice nel paese delle meraviglie


Vorresti dirmi di grazia quale strada prendere per uscire di qui?”, disse Alice

“Dipende soprattutto da dove vuoi andare”, disse il gatto.

“Non m’importa molto”, disse Alice.

“Allora non importa che strada prendi” disse il gatto.

“Purché arrivi in qualche posto”, aggiunse Alice a mo’ di spiegazione.

“Ah per questo stai pure tranquilla – disse il gatto – basta che non ti fermi prima.”

Lewis Carroll, "Alice nel paese delle meraviglie"

 

Si macera l’alice

la rotta è senza uscita

che sia dritta o in tralice

in gruppo è la sua vita

e a renderla infelice

è quel che l’ha sancita

 

per legge primordiale

non era manco nata

che un banco colossale

l’aveva già inglobata

così è paradossale

che ognuna sia spaiata

 

smarrita in quell’ammasso

dove la traiettoria

di quel possente  flusso

scrive la stessa storia

superflua è giù dabbasso

la pinna natatoria

 

pesciume la contorna

d’identica fattura

ma l'empatia fraterna

è solo un'impostura

l’alice taciturna

si sente già frittura.


giovedì 8 aprile 2021

Il volo del colombaccio

 

Un volo mentre albeggia

con il cervello in stallo

e ancora si traccheggia

un sole di corallo

 

tra quei raggi in planata

un vuoto di pensiero

come nell’aria ambrata

da un polline leggero

 

il volteggio sul nulla

che chiamano esistenza

nel vento che lo culla

diviene inconsistenza

 

rapito il colombaccio

l’esistere avvalora

in quel celeste abbraccio

si sente qui, e ora.

 

E arrivi pure il colpo

del falco predatore

nel tempo ormai c’è un solco

in cielo non si muore.


lunedì 5 aprile 2021

L'incubo della piovra

  

La piovra quando sogna

nel sonno più agitato

persino il letto bagna

tanto era già bagnato

 

smarrita sul fondale

d’un mare denso e tetro

arranca su un crinale

ma ricade all’indietro

 

coi tentacoli inerti

non trova alcun appiglio

e tiene gli occhi aperti

nell'orrido scandaglio

 

così appena desta

dalla notte penosa

con una mossa lesta

usando ogni ventosa


s’attacca ad ogni cosa

con presa portentosa.


sabato 3 aprile 2021

Il gatto ha nove vite


Il gatto ha nove vite

come in un videogioco

però le sue partite

divertono per poco

 

l’esistere felino

se non è prigioniero

ha lo stesso destino

d’un vivere straniero

 

amori alla rinfusa

la fame è un assedio

a volte fa le fusa

ma solo per il tedio


un cane scatenato

l'inedia o un veleno

ma basta anche una moto

che lesina sul freno


gli è nemico il mondo

nulla che lo conforti

infine va capendo

in sorte ha nove morti.


 

martedì 30 marzo 2021

Il merlo parlante

  

So d’un merlo parlante

che si crede un prodigio

per il dire eloquente

che padroneggia egregio

 

non c'è interlocutore

che trovi alla sua altezza

se inizia a dialogare

ecco che lo disprezza

 

ma appena trova pace

restando un po’ silente

la merla che gli piace

lo ignora noncurante

 

così proprio in amore

s'impaccia il linguacciuto

il più grande oratore

finisce zitto e muto.


domenica 21 marzo 2021

Una vita da fagiano

 

Quando nasce il fagiano

gli assegnano un destino

opposto a quello umano

che sta dietro al mirino

 

le carni sue bottino

di chi lo sa vivanda

persuaso che un fagiano

non conti come un panda


è un fatto personale

la sua stessa estinzione

l'esistere è triviale

è solo cacciagione 


così s'aggira in tondo

in cerca di se stesso

chiedendosi errabondo

se sarà arrosto o lesso


finché giunge letale

la rosa dei pallini

la morte floreale

affonda i suoi canini


ma in quel momento solo

la sua vita è centrata

e dunque spicca il volo

verso la mitragliata.



sabato 20 marzo 2021

Cimitero d'elefanti

  

Cimitero d’elefanti

dove sbiancano le ossa

certe paiono ornamenti

che abbelliscono la fossa

 

fosse l’orlo d’un abisso

urlerebbe chi vi cade

ma è soltanto il quieto ingresso

al loro regno dell’Ade

 

l'elefante in fondo al cuore

ha come un presentimento

là s'appressa per crepare

sa che è giunto il suo momento

 

c'è però chi vi si reca

per concludere la vita

e non realizza mica

che non è affatto finita

 

s'affretta a quel camposanto

con in petto un gran dolore

giù credendosi defunto

ma è solo male d’amore

 

sosta a lungo solitario

poi per non sentirsi in torto

perso tra i resti d'avorio

resta lì e si finge morto.


lunedì 15 marzo 2021

senza storia #1


Da bimbo lo distinse precoce una personalità sciapa. Mai un’opinione dissonante, un pensiero che non fosse consapevole e inconcludente rimasticatura. Mai una sbavatura o un disallineamento dalle aspettative del mondo, che nel suo caso fin dai primi passi assestarono l'asticella al livello dell'irrilevanza senza appello. Tanto lo amavano i suoi genitori, che lo plasmarono a prova di frustrazioni e disinganno. Non fu mai, neppure per errore, voce fuori dal coro, il coro egemone e assordante di pensieri ordinari e sciatti nel quale si fuse indistinto senza una sola stonatura, come bianco su bianco, anzi voce bianca su voce bianca. La maschera indecifrabile dell'insignificanza risultò confortevole tanto per lui, che per il prossimo suo. Andò a finire che in molti si contendevano la sua compagnia con le unghie e coi denti, trovandola confortevole. Chiunque sarebbe riuscito a brillare al suo fianco, seppure per un attimo. Persino la donna piatta che avrebbe reso moglie, pur continuando fino all'ultimo a considerarla con gratitudine canina, prima d'ogni altra cosa, la sua commercialista.

E' stato un modello per tanti di noi. Pur movendo da una condizione sfortunata, nel corso della vita si è elevato con modestia in una superiore realizzazione delle proprie potenzialità. Ha mantenuto promesse che neppure era stato in grado di formulare, per così dire. Ancora oggi alcuni tra quelli che l'hanno conosciuto e apprezzato di tanto in tanto si interrogano su come si chiamasse, con una fitta di pensiero fugace e molesta.

domenica 14 marzo 2021

Mollusco senza nerbo


Mollusco senza nerbo

chiuso nella conchiglia

sfidando il suo riserbo

vorrebbe una famiglia

 

ma non spiccica verbo

e in compagnia s’acciglia

è moscio ma superbo

nessuna se l’ammoglia

 

così s'è fatto furbo

se vivere è accozzaglia

di noia e di disturbo

da solo gozzoviglia


e si toglie ogni voglia

chiuso nella conchiglia.


sabato 6 marzo 2021

Il salto della quaglia

  

Col suo salto la quaglia

dai soliti binari

l'esistere deraglia

nei tratti lineari

 

quando scarta di lato

oppure di sghimbescio

il più inatteso agguato

elude pur di striscio

 

la vita che bersaglia

tracolla un sentimento 

con un salto la quaglia

rimpalla ogni cimento

 

tempista nello scarto

dall’ordinario andare

la quaglia scampò l’urto

persino dell’amore

 

guardinga e disavvezza

a ogni crepacuore

patì l'incontentezza

del non sentir dolore.