Il lemure che occhieggia
con sguardo stupefatto
nella propria scoreggia
s’è immerso con l’olfatto
gli pare di vederla
quell’entità gassosa
tentò di contenerla
ma tutto a un tratto è esplosa
nel fetido ectoplasma
ravvolto come un feto
distilla dal miasma
l’essenza di quel peto
sente che gli assomiglia
l’amorfa flatulenza
nata nella frattaglia
volta alla dissolvenza
l’alletta quel ribrezzo
che avverte a fior di pelle
confuso nell’olezzo
l'esistere repelle
riverbera interiore
un turbinio irrequieto
arreso al suo gonfiore
appresta un altro peto.
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