sabato 18 aprile 2026

Un polpo afflitto


Un polpo afflitto

si lasciò andare

giù a capofitto

a piombo nel mare

 

si calò inerte

nel cuore d’abisso

con le braccia aperte

come un crocifisso


ma è la iattura

del polpo nel mare

per sua natura

non può annegare


toccato il fondale

vi rimase assorto

tutto restò uguale

nel credersi morto


cullò quel pensiero

frutto d’uno sbaglio

l'inganno fu vero

e si sentì meglio.


giovedì 5 marzo 2026

La scimmia nuda


La scimmia ha perso il pelo

di certo non il vizio

così si gratta il culo

rasente il precipizio

 

con quel tocco sapiente

un poco si conforta

poi torna con la mente

a ripensarsi morta

 

nello sprofondo a picco

per spegnere davvero

con un finale secco

l'inerzia del pensiero

 

seppure al lumicino

vivere la sbugiarda

s’addobba di divino

poi ruzza con la merda

 

all’occasione ammazza

o sfoga la lussuria

com’è della sua razza

sposare foia e furia

 

da che è rimasta nuda

ritrosa si rintana

ovunque non si veda

che è diventata umana.


sabato 25 ottobre 2025

L'unità del tutto

    



Una volta Zhuang sognò di essere una farfalla. La farfalla svolazzava lieta e spensierata e non sapeva di essere Zhuang. Improvvisamente si svegliò e si accorse con stupore di essere Zhuang. Ora non sapeva più se fosse Zhuang che aveva sognato di essere una farfalla o se era una farfalla che stava sognando di essere Zhuang.
Zhuangzi



La farfalla dormiente

volteggiò nella mente

si calò dentro un sogno

con le zampe di ragno


nella sua ragnatela

vasta come una vela

catturata s’incolla

giusto una farfalla


mentre se ne impossessa

scopre in quella se stessa

così infine divora

la farfalla che era


si risveglia alla vita

forse già digerita

dentro un ragno assopito

che da un sogno rapito


s'immagina farfalla

e nel volare annulla

qualsiasi divergenza

tra l'essere e l'assenza


la farfalla ora spera

di scoprirsi un po’ vera

nell’unità del tutto

o almeno in un rutto.



martedì 21 ottobre 2025

L'insondabile felicità del pesce

 Zhuangzi disse: "I pesciolini nuotano così liberamente, seguendo gli spazi aperti, ovunque li portino. Questa è la felicità dei pesci".

Huizi disse: "Tu non sei un pesce, allora come puoi conoscere la felicità dei pesci?"

Zhuangzi disse: "Tu non sei me, allora come puoi sapere che io non conosco la felicità dei pesci?"

(Zhuang-zi: 17)


Guizzare indolente

ma controcorrente

per piombare illeso

nel blu, senza peso

 

l’abisso più scuro

sfidare sicuro

per poi darsi a un ballo

intorno a un corallo

 

nel cuore salmastro

d'un mare d’inchiostro

non sentirsi afflitto

a pensarsi fritto

 

il pesce è felice

però non lo dice

non se n’è avveduto

perciò resta muto.

 

lunedì 6 ottobre 2025

Il bradipo in amore


L’arte dell’indolenza

portata all'estremo

converte l’impotenza

in un bene supremo


con mosse al contagocce

fuggire dall’impatto

con tutte le minacce

da cui si sente attratto


la vita un intermezzo

nel proprio annullamento

essendo malavvezzo

sa solo farsi lento


al proprio isolamento

appeso come a un ramo

il primo sentimento

l’ha catturato all’amo


il bradipo in amore

sta lì imbambolato

immobile da ore

ha il cuore a perdifiato.



venerdì 26 settembre 2025

Il lemure che occhieggia


Il lemure che occhieggia

con sguardo stupefatto

nella propria scoreggia

s’è immerso con l’olfatto

 

gli pare di vederla

quell’entità gassosa

tentò di contenerla

ma tutto a un tratto è esplosa

 

nel fetido ectoplasma

ravvolto come un feto

distilla dal miasma

l’essenza di quel peto

 

sente che gli assomiglia

l’amorfa flatulenza

nata nella frattaglia

volta alla dissolvenza

 

l’alletta quel ribrezzo

che avverte a fior di pelle

confuso nell’olezzo

l'esistere repelle

 

riverbera interiore

un turbinio irrequieto

arreso al suo gonfiore

appresta un altro peto.


domenica 20 luglio 2025

Chissà se la procellaria


Chissà se la procellaria

mentre annaspa nel suo volo

coglie in petto il vuoto d’aria

tutto intorno non c’è suolo

 

sull’oceano in burrasca

sta sospesa senza peso

come chi lo sa che casca

però ancora non s’è arreso


nella scia d’un peschereccio

alle volte s’indirizza

d’ogni scarto mangereccio

coglie la fuggevolezza

 

fila tra le creste d’onda

che le danno il poco slancio

solo in quella baraonda

trova tregua il suo sbilancio

 

ma se il vento si fa duro

e le ossa e i sensi agghiaccia

lei si sente più al sicuro

creperà nella bonaccia.


giovedì 10 luglio 2025

L'oca giuliva


Quell’oca giuliva

che ovunque starnazza

in sé si sa schiva

distilla amarezza

 

vorrebbe appartarsi

da un mondo feroce

e nei propri versi

trovare la pace

 

quell’oca si sente

poeta struggente

ma la dannò dio

al suo starnazzio.


giovedì 29 maggio 2025

L'otaria solitaria

 

Sta l’otaria solitaria

tutta chiusa in questa storia

che se pure la grugnisce

nessun’altra la capisce

 

perciò solo a chi la legge

dona anima e scoregge

però digerisce pesce

perciò appesta quel che n’esce

 

non ne avvertono l’ammanco

le altre otarie dentro il branco

che s’ammucchiano tra loro

tralasciando ogni decoro

 

ma l’otaria solitaria

ha compreso che non varia

la sua trama già tracciata

nella sabbia in cui è spiaggiata

 

su di un lembo di scogliera

con la mente passeggera

ruba il rombo a ogni ondata

e si sogna giù in picchiata

 

il suo corpaccione obeso

là sospeso senza peso

in un attimo assordante

nell’impatto è tutto e niente.



martedì 25 marzo 2025

Volò una mosca bianca

 

Volò una mosca bianca

su una pecora nera

sentendosi un po’ stanca

lì si posò, leggera

 

quella lana notturna

l’avvolse come un manto

se prima era lanterna

si fece faro spento

 

precipitò in un sonno

profondo più del mare

né la scosse l’affanno

del non saper nuotare

 

ma il mondo capovolto

resta pur sempre uguale

feroce e irrisolto

non libera dal male

 

così perse coscienza

del suo proprio spiccare

e questa inobbedienza

la fece spiaccicare.

 

lunedì 3 febbraio 2025

Trotterella una renna

 

Trotterella una renna

nella tundra sterminata

con un gelo che scotenna

no, non passa la nottata

 

il nevischio contro gli occhi

mugghia e assorda la tormenta

le ginocchia fanno schiocchi

e la mandria avanza stenta

 

muschio sciapo o del lichene

tanto fanno un solo bolo

questo è il vitto che rinviene

quando si stacca dal suolo

 

tutto è lastra nera e ghiaccia

fino al cieco orizzonte

nulla lascia alcuna traccia

non resistono le impronte

 

del passaggio nella vita

qualche sbuffo di condensa

in quell’aria illividita

nel disfarsi pare immensa.

 

lunedì 27 gennaio 2025

Spesso l'alce scalcia e incorna

 

Spesso l’alce scalcia e incorna

senza tanta convinzione

nello scontro si frastorna

d’una propria commozione

 

il soppalco d’ossatura

lo proietta lancia in resta

ma la stessa bardatura

lascia poi un cerchio alla testa

 

ogni schianto intorpidisce

il suo anelito cosciente

verso quello che ferisce

tutto a un tratto insussistente

 

neanche sa se un contendente

nel duello s’è intromesso

o se è solo e soccombente

a lottare con se stesso

 

nel menare colpi a caso

col gravame che lo schiaccia

del suo vivere inevaso

non rileva più la traccia.


mercoledì 25 dicembre 2024

Il gerbillo nella gabbia


Il gerbillo nella gabbia

non sa più che rosicare

tutto è trito come sabbia

gli è scipito il desinare

 

oramai si sente grullo

pure a stare zitto e muto

se per sbaglio fa un saltello

pare sia in cerca d’aiuto

  

col pensiero roditore

ruota in punta di compasso

gira a vuoto ore e ore

ma non avanza d'un passo

 

nello scervellarsi storto

di sé ha perso l’evidenza

che sia vivo o di già morto

non sa più la differenza

 

ogni tanto almeno guizza

un concetto più irrequieto

finché dopo un po' realizza

altro non era che un peto

 

chiuso nel penitenziario

del suo essere cosciente

il gerbillo solitario

teme d’essere già assente.




domenica 10 novembre 2024

Il mandrillo refrattario


Il mandrillo refrattario

dalla nube di pensieri

non ricava alcun frasario

solo aleggiano leggeri

 

non sa scrivere e si esprime

nella foga mandrillesca

tanto che poi si deprime

che nessuno lo capisca

 

i grugniti il suo tributo

alla vita che si strugge

il digrigno un canto muto

verso tutto ciò che affligge

 

dietro quel pelame irsuto

una fibra di coscienza

che del poco che ha compiuto

durerà l’inconsistenza

 

d’accoppiarsi ha perso il gusto

fugge la coercizione

dell’istinto di già guasto

prima d'ogni comunione

 

tiene al largo i confratelli

che intruppati dentro un’orda

si trastullano tranquilli

nella propria stessa merda

 

e s'appaga, se mai accade,

quando scappa via dal chiasso

e più a fondo, mentre prude

può grattarsi il culo rosso.






venerdì 25 ottobre 2024

Mentre salta il pesce spada

 

Mentre salta il pesce spada

teme d’essere indifeso

nell’attesa che ricada

come tutto ciò che ha peso


fuori pare schermidore

pur nutrendo altri pensieri

ma la sua lama anteriore

non ammette harakiri

 

quando punta verso il cielo

segue il suo moto interiore

sogna un mondo parallelo

dove troverà spessore

 

un pesce fuor d’acqua appare

e lo è effettivamente

in quel guizzo che dal mare

lo proietta verso il niente

 

quella sua posa d’attacco

solamente un’impostura

tanto poi s’aggira fiacco

nel presagio di cattura


pinneggiando senza tregua

nel costante suo sbilancio

non c’è amore che lo segua

già si sente fatto trancio.


domenica 6 ottobre 2024

Cosa sa la salamandra

 

Cosa sa la salamandra

della vita che si sgrana

tutto attorno pare tundra

mentre è al chiuso nella tana

 

là sonnecchia e si consola

di malanni inconsistenti

spesso assorta, sempre sola

dietro i suoi lambiccamenti

 

ogni atto potenziale

fuori dalla sua portata

così non conosce il male

salvo batta una testata

 

nella statica postura

si proietta ultraterrena

solo l’ombra duratura

della propria messinscena

 

il suo corpo resistente

non sa cosa simboleggia

il divino, o forse niente

giusto un gusto di scoreggia.

 

martedì 24 settembre 2024

Amo la molesta mosca

 

Amo la molesta mosca

ripugnante per natura

amo la mossa  furbesca

con cui evade la cattura

 

amo la monca sterzata

con cui tronca il volo sghembo

e il suo essere garbata

anche mentre va a strapiombo

 

ora è un punto, poi un ronzio

tutto a un tratto insussistente

forse è ovunque, come un dio

nell’assenza onnipresente

 

tanto il miele la seduce

quanto un culo alla portata

che sia sudicio o sia luce

sempre accorre appassionata

 

amo la modesta mosca

perché è pura eppure lorda

e felice quando casca

banchettando su una merda.


martedì 30 luglio 2024

Cosa pensa la murena


Cosa pensa la murena

mentre sbircia di sottecchi

dal profondo della tana

dove pare che sonnecchi

 

forse sa d’essere viva

come appesa a una corrente

di pensieri alla deriva

nel pulviscolo incosciente

 

forse nel presentimento

d’una fiocina o d’un morso

s’abbandona al flusso lento

che accarezza pinne e dorso

 

forse avverte l’impellenza

d’ogni essere braccato

di stornare la coscienza

dal discrimine del vuoto

 

forse modula il respiro

nella propria stessa apnea

quando scende il velo nero

d’una notte di marea

 

o chissà, semplicemente

la murena non lo sente

il tormento della mente

ferma lì, senza far niente.


domenica 16 giugno 2024

La pernice contraddice


La pernice contraddice

l’esistenza che le avanza

in sé scova la radice

della propria insussistenza

 

scruta quel vuoto insoluto

che da dentro si propaga

come un tempo già vissuto

nega ogni via di fuga

 

fin da che non fu più uovo

ogni sforzo fu svolazzo

in un cielo anch’esso cavo

circoscritto come un pozzo

 

dal suo labirinto cieco

non può più trovare scampo

non risuona neanche un'eco

ogni incedere un inciampo

 

ma s'addice alla pernice

il sapersi inconsistente

se si scopre un po' felice

in quell’attimo presente.


domenica 26 maggio 2024

Camaleontico


Mentre muta le sue tinte

in guardingo depistaggio

stenta il camaleonte

a comprenderne un vantaggio

 

forse istinto d’alienarsi

e spogliarsi da se stesso

assentarsi dai rimorsi

da un esistere al ribasso

 

rifuggire il proprio umore

col suo torbido pescaggio

e dissimulare amore

specie quando n’è in ostaggio

 

del cromatico mistero

d’una foglia che è ingiallita

lui s’appropria per intero

sovrapposto alla sua vita

 

nell’amalgama si fonde

fino a che si fa sfocata

indietreggia e poi s’arrende

la sua identità negata

 

di quel sé che fu passato

ogni tanto ancora arieggia

incorporeo e ammorbato

solo un fiato di scoreggia

 

indistinto in ogni ambiente

la suprema sua catarsi

e così il camaleonte

non riesce più a trovarsi.